Il costo dello spreco alimentare e come ridurlo

Spesso sentiamo parlare di spreco alimentare, ma poche volte delle sue conseguenze. 

Il cibo e l’acqua, infatti, hanno un peso non trascurabile sia dal punto di vista economico sia da quello ambientale. 

Imparare a gestire al meglio le nostre risorse equivale a un risparmio netto. Cerchiamo di capire come fare.

Oggi, 29 settembre 2020, si celebra la giornata internazionale contro gli sprechi alimentari,     simbolo di una sensibilità che sta crescendo, anche se con qualche ritardo. Infatti, ancora 1/3 della produzione annua di cibo finisce dritta nella spazzatura e solo in Italia il valore dello spreco alimentare è di 15 miliardi di euro, una cifra che corrisponde a quasi l’1% del Pil italiano.

Nonostante gli ausili e le conoscenze per la produzione, la distribuzione e la conservazione del cibo, ci troviamo a produrne e comprarne sempre in eccesso. A riprova di questo, sfido chiunque a non avere in mente almeno un’immagine di un bidone di casa propria o del proprio ristorante che in breve, brevissimo tempo si riempie fino all’orlo.

cestino pieno di immondizia che raffigura lo spreco alimentare

Una scena poco simpatica e troppo comune!

Nel cassonetto, poi, non finisce solo il cibo, ma anche tutte le risorse necessarie per produrlo, dall’acqua al lavoro di chi lo ha realizzato. In termini monetari, soprattutto per un ristorante, capiamo bene che la perdita non può essere trascurata. 

In Italia ci sono oltre 320.000 punti di ristoro e qui si consuma il 21% del totale degli sprechi alimentari.

Potremmo pensare che i principali colpevoli nello spreco alimentare siano i clienti che troppo spesso lasciano avanzi nei loro piatti, ma ci sbagliamo. La maggior parte della perdita avviene durante la fase di preparazione degli alimenti, o per deterioramento dei cibi, di conseguenza, la responsabilità di tanto spreco va anche attribuita a noi attori del canale.

Prima di passare in rassegna qualche metodo per diminuire i nostri rifiuti, convinciamoci che queste non sono parole al vento e teniamo presente che “per ogni dollaro investito nella riduzione degli sprechi alimentari c’è un ritorno dell’investimento fino a 14 dollari. Il settore ristorativo appare tra le attività imprenditoriali con i rientri maggiori”, così dicono all’ANSA gli esperti Michelini e Principato. 

Vediamo quindi alcune buone pratiche per ridurre il fenomeno dello spreco nelle cucine dei ristoranti: 

  1. Controllo e pianificazione degli ordinativi di cibo e dei menu;  
  2. Evitare il deterioramento dei cibi controllandone date di scadenza e conservazione. È importante capire quali alimenti vanno per la maggiore ed evitare, quindi, di riempire i frigoriferi in maniera frenetica;  
  3. Evitare di proporre porzioni eccessive e, nel caso, informare il cliente nella descrizione della pietanza;  
  4. Dotarsi di doggy bag, come quelle commercializzate da noi Pregis.

Questo potrebbe rivelarsi di notevole aiuto, soprattutto in Italia dove l’uso della doggy bag è ancora poco diffuso;

 

  1. I nuovi modelli imprenditoriali digitali, le piattaforme di food sharing.
    Le piattaforme di food sharing sono nate con lo scopo principale di ridurre gli sprechi alimentari, in particolare nel settore della distribuzione e della ristorazione.
    Alcune piattaforme hanno una vocazione non profit, per esempio BringtheFood; altre sono più orientate al profitto, per esempio Too Good To Go. Quest’ultima è una start up, presente in vari paesi europei, tra cui anche l’Italia. La piattaforma in questione raccoglie le offerte di cibo in buono stato dai vari punti di ristoro e il consumatore finale vi si può recare e acquistare i prodotti, ancora ottimi, ad un prezzo minore. A questo proposito, non dimentichiamo l’app Myfoody e Regusto

In occasione del 29 settembre, infine, vi consigliamo di proporre nei vostri ristoranti un menù o qualche piatto che sia stato preparato con il minor conto di sprechi possibile. 

Una prima proposta che sarebbe importante mantenere e sviluppare all’interno della propria attività di ristorazione. 

Vi garantiamo che a fine anno il saldo delle perdite sarà meno salato per voi, per i vostri clienti e per l’ambiente!

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Noi ci vediamo prossimamente con un nuovo articolo, a presto!

LEGGI L’ARTICOLO SULLE DOGGY BAG

Pubblicata il 29 Settembre 2020